Figli, riproduzione e continuità informazionale

Figli, riproduzione e continuità informazionale

Per chi non crede nell’anima o in una sopravvivenza soprannaturale, la riproduzione può comunque avere un significato profondo. Un figlio non è un’estensione immortale dei genitori, ma una nuova persona che continua una parte di una storia informazionale iniziata molto prima di loro.

Più dei geni

I genitori trasmettono informazione biologica attraverso il DNA. Ma l’eredità umana non finisce lì. I figli ricevono anche lingua, conoscenze, abitudini, storie, capacità, valori e cultura. Combinano e trasformano queste informazioni diventando nuovi individui informazionali.

Riproduzione senza soprannaturalismo

Non servono uno scopo divino, anime o vita eterna per riconoscere la straordinaria importanza di creare e crescere un altro essere umano. Informazione biologica e culturale possono attraversare le generazioni venendo ricombinate e trasformate.

La riproduzione non è un obbligo e una vita senza figli non ha meno significato. Insegnare, creare, prendersi cura, scoprire e fare da mentore sono anch’esse potenti forme di trasmissione informazionale.

Riproduzione per atei e non teisti

Il Sé Informazionale offre una prospettiva naturalistica: siamo partecipanti viventi e temporanei a un processo informazionale molto più antico di noi. Avere un figlio è un modo — non l’unico — di partecipare alla sua continuità.

Siamo informazione ereditata.
Siamo informazione in divenire.
Siamo informazione trasmessa.